IL PUNTO DI ELISA

ALTRO CHE NORMALITA’, QUESTA ROMA E’ MEDIOCRE!

 

 Lo ammetto, la nostra è stata una bruttissima prestazione e abbiamo perso meritatamente. Ci sono da cambiare alcune cose. Dopo il gol di Tavano ho visto nei miei ragazzi il timore di non farcela. Li ho visti scoraggiati e scarichi”. Parola di Mr Spalletti! E queste dichiarazioni sono a dir poco sorprendenti, ma non per le straordinarie rivelazioni contenute bensì per l’onestà che dimostrano. Mi spiego. Ci eravamo lasciati due settimane fa al grido di: perdiamo immeritatamente! E quasi mi sembrava di vedere partite diverse da quelle dell’entourage romanista. Ci veniva detto che tutto andava bene e la mia richiesta di gioco sembrava quasi fuori luogo. Ma la partita vista oggi è la dimostrazione oggettiva che bisogna correre ai ripari e l’ammissione di difficoltà del mister è già un primo passo.  

 

L’ambiente non sa darsi spiegazioni. Cosa manca a questa squadra per poter esprimere un gioco? La Roma è parsa svogliata, senza idee, abulica di fronte ad un Empoli piccolo piccolo (con tutto il rispetto) che si è trovato i tre punti quasi stupito della facilità dell’impresa. Gli uomini di Spalletti, statistiche alla mano, escono dal campo con il trofeo Possesso palla più duraturo ma con quale risultato? Ogni squadra di serie A necessità si di una manovra, ma non occorrono mai 30 passaggi per arrivare in porta… C’è bisogno di movimenti senza palla, di voglia, di rabbia altrimenti la situazione resterà invariata. Alcuni giocatori sono l’ombra di loro stessi e sono pochi quelli che si sono salvati contro l’Empoli. Tra una settimana ci sarà il derby e se è vero che c’è un abisso tecnico tra noi e i cugini, è altrettanto vero che la Lazio è consapevole della sua inferiorità e fa della grinta e del sudore le sue caratteristiche principali. Questi fattori potrebbero metterci in serie difficoltà. E se non bastasse i giallorossi torneranno nella capitale solo venerdì mattina complice la serale di Coppa Uefa in quel del Circolo Polare Artico, quindi a poco più di quarantotto ore dalla stracittadina.

I problemi in casa Roma non mancano da Cassano ai risultati che stentano ad arrivare e l’unica maniera per reagire è guardarsi in faccia e analizzare i problemi, prendersi le responsabilità. Manca chi prenda di petto lo spogliatoio e in campo prenda in mano la squadra. Vedo infatti persone in campo che quasi non sanno cosa fare, che sbagliano passaggi semplici e che aspettano immobili l’esito dell’azione. Il primo tiro in porta è stato di Cesare Bovo, un centrale di difesa e per di più dopo un’ora di gara.

Nessuno vuole per forza trovare un capo espiatorio ma alcuni giocatori continuano a deludere.

Il primo è Rodrigo Taddei, lo stesso giocatore che ha atteso un anno pur di vestire la casacca giallorossa e che dovrebbe essere il simbolo della voglia e della determinazione. Il brasiliano invece ha alternato prestazioni confortanti ad altre mediocri. E’ molto lontano dai livelli che lo portarono alla ribalta nella serie A e la continuità sembra essere la sua peggior nemica.

 

 

L’attacco poi, è stato macchinoso e inconcludente come non mai. Nonda, Totti, Montella, tre giocatori che da soli dovrebbero far tremare le difese avversarie non sono riusciti ad impensierire Berti ma si sono distinti solo per leziosità. Mai un tiro, mai una magia degna della loro fama.  

 

 

Bocciato in toto anche il centrocampo, che era totalmente in balia di se stesso. Sia Dacourt che De Rossi non sono mai entrati in partita e sembravano passeggiare in campo con il passo di chi ha stravinto la partita invece che correre per ribaltare il risultato. Questo atteggiamento, però, accomuna un po’ tutta la squadra e di questo passo saranno molte le squadre che ci faranno soffrire.

Dunque, concludo, sia chiaro: non basta chiamarsi Roma per sentirsi vincitore, forse una volta…ora non più. Buon lavoro Mr, a lei l’arduo compito di restituirci una GRANDE Roma…

 

 

Archivio:

Tabù Olimpico. 11/9/2005

Vittoria !     

A. A. A. Cercasi Roma " da scudetto"  disperatamente 3/10/2005